Le più belle canotte Vintage NBA

Toronto Raptors anni '90

Difficile, se non impossibile, non selezionare alla numero 1 la “Dino Jersey” dei Toronto Raptors, indossata nei prima anni di vita della squadra canadese. Come la maglia dei Suns, anche questa jersey ha un legame con l’Italia, infatti, sempre nel ’95, a Toronto approdò Vincenzo Esposito e nel nostro Paese la maglia dei Raptors divenne un must per tutti gli appassionati di pallacanestro.

A livello sportivo, per i tifosi dei Raptors la grafica Dino riporta solo pensieri negativi, visti i pessimi risultati di quegli anni, ma il design è talmente apprezzato che, per la prossima stagione, sarà riportato in vita dagli attuali campioni NBA.

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Phoenix Suns anni '90

L’iconico design dei Phoenix Suns venne introdotto in concomitanza con l’arrivo nel team di Sir Charles Barkley, che affiancò Kevin Johnson in un team potenzialmente da titolo.

I meno giovani ricorderanno con favore questa grafica, poichè, grazie all’approdo a Phoenix di Stefano Rusconi nel ’95, fu una delle poche maglie facilmente reperibili in Italia in quegli anni.

L’Arizona ha dato gran parte dell’ispirazione per lo sviluppo di questa jersey: il pallone-sole prende chiaramente ispirazione dal nome della squadra, ma anche dalla bandiera dello Stato e dal clima tipico della città, così come la colorazione viola-arancio è un riadattamento dei colori della bandiera.

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Seattle Supersonics anni '90

Prima di diventare gli Oklahoma City Thunders, la franchigia aveva base a Seattle e si chiamava Supersonics. Nel 1996 solo Michael Jordan riuscì a frenare il team guidato dal duo Gary Payton-Shawn Kemp dal portare nella fredda Seattle l’agognato titolo mai vinto prima.

Della franchigia resta solo una grafica che a fine anni ’90 divenne un must per chiunque seguisse l’NBA.

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Altre canotte Vintage

Atlanta Hawks

Gli Atlanta Hawks di metà anni ’90 non erano una squadra vincente, tuttavia erano una squadra solida abituata a frequentare i Play-Off, guidati da Steve Smith e soprattutto dalla solidità difensiva del numero 55: Dikembe Mutombo. Per pochi anni introdussero la grafica con l’aquila su sfondo rossonero, maglia tuttora apprezzata e considerata una delle maglie più belle dai (pochi) tifosi della franchigia.

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Vancouver Grizzlies

Prima di stabilirsi a Memphis, con discreti risultati, i Grizzlies ebbero come prima casa Vancouver. Ai tempi la franchigia era una new entry della NBA e (a parte questa originalissima jersey) proponeva molto molto poco, al punto che Steve Francis, selezionato al Draft ’99 dal team canadese con la seconda scelta assoluta, scoppiò in lacrime quando gli fu data la notizia.

Punto d’onore va dato ai designer che non sbagliarono la maglia d’esordio: questa presentava una combinazione colori che colpì esattamente nel segno, con una base Teal e la scritta Grizzlies bianca coperta dai segni dei graffi.

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Detroit Pistons

Con questa maglia, per la prima volta la squadra del Michigan presentava un logo ispirato al soprannome di Detroit, ovvero “Motor City“. Fu anche l’esordio della grafica Flaming Horse, che giocava sul soprannome della squadra e sui cavalli delle auto prodotte in città dalle tante aziende automobilistiche.

Sportivamente non fu però un bel periodo, dato che la squadra raggiunse i playoff solamente due volte, uscendo al primo turno in entrambe le occasioni. I costanti problemi fisici della stella Grant Hill compromisero, infatti, le stagioni successive.

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